Immigrati, un problema europeo

Agosto 27, 2009

ansa_16548047_49500Ha pefettamente ragione il ministro Frattini nel dire che tutti i 27 Paesi dell’ Unione Europea devono farsi carico del problema della immigrazione clandestina in misura proporzionale.
Ma, a quanto pare, i nostri alleati europei considerano l’immigrazione una questione più strettamente italiana piuttosto che un problema verso il quale le responsabilità dovrebbero al contrario essere equamente divise. Troppo comodo per paesi come Malta, ad esempio, far finta di nulla rifiutando i soccorsi ai barconi carichi di clandestini e confidando al solito nel proverbiale senso di umana solidarietà che da sempre contraddistingue noi italiani in questi frangenti, quale che sia il governo in carica. Uno scarica barile che non rende certo onore ad una Europa che parla di unità spesso solo a parole. L’Italia, nell’Unione europea, è stato il Paese più impegnato per salvare vite umane in mare, come ha sottolineato il titolare della Farnesina. Si tratta di dati di fatto, come del resto se ne è appena avuta conferma in questi giorni in seguito all’ennesima sciagura in mare a largo di Lampedusa. In realtà l’Europa vacilla di fronte ad una questione che diventa ogni giorno più spinosa, adducendo giustificazione del tutto insufficienti e che non possono certo risolvere un problema di cui il nostro paese sopporta oggi il peso maggiore tra gli alleati europei. Ed è proprio questi ultimi che il Ministro Frattini ha voluto probabilmente richiamare alle proprie responsabilità e ad una maggiore collaborazione verso una risoluzione comune nei confronti dell’immigrazione. Affermazioni che mi trovano pienamente concorde. L’Italia non può e non deve essere la valvola di sfogo di tutti i flussi di immigrazione clandestina che transitano attraverso l’Europa. Ma soprattutto non possiamo essere sempre da soli a sopportare un simile fardello mentre l’Europa intera fa spallucce…

Michele Perrone