Tutto è iniziato in quella magica giornata del 2 dicembre 2006. Una giornata che ha segnato da una parte la ritrovata identità del popolo del centrodestra, dall’altra la nascita di uno spirito comune di intenti e di valori che si sarebbero a breve tradotti dalla base in un più ampio ed ambizioso progetto, destinato a modificare profondamente i destini della politica nel nostro paese. Un sorta di nuovo tsunami politico, paragonabile quasi alla memorabile scesa in campo di Silvio Berlusconi nel ‘94. Questo movimento tellurico, che oggi ha praticamente ridotto la sinistra ai minimi termini, si chiama Popolo della Libertà. Non è un caso che l’artefice di questa grande intuizione sia stato ancora una volta Silvio Berlusconi. Galeotto fu anche il celeberrimo discorso del “predellino”, che accese forse la miccia di quella straordinaria idea che balenava già nella sua mente e che, come sempre accade quando c’è di mezzo il cavaliere, da sogno è diventata alla fine una meravigliosa e tangibile realtà. Dobbiamo ringraziare per questo anche Gianfranco Fini, che al pari di Berlusconi ha avuto la lungimiranza di guardare al futuro oltre quella linea dell’orizzonte dove arriva solo lo sguardo dei grandi leader. Grazie a loro e a quanti come noi ci hanno sempre creduto, oggi finalmente possiamo guardare avanti con l’orgoglio di chi ha lanciato una grande sfida per il futuro. Un futuro di democrazia e di libertà di cui il PDL oggi rappresenta il più significativo baluardo nel nostro paese. Ci sono momenti nella vita in cui si capisce che sta nascendo qualcosa di grande, in cui si segnano delle tappe che fanno inevitabilmente la storia. E la nascita del PDL segna quel traguardo storico che conclude con successo il lungo cammino verso la libertà iniziato in quel magico 2 dicembre del 2006…
Michele Perrone

