Meloni: “manifestazioni ideologizzate”

Ottobre 23, 2008

Intervista al Ministro Giorgia Meloni:

Sabato i cortei contro la riforma della scuola e il 25 ottobre la manifestazione del Pd. Ministro Meloni, ha la sensazione che ci sia un ritorno alla piazza da parte del centrosinistra?
«Credo che si tratti di fenomeni diversi e che uniscono spinte diverse. Sulla scuola, per esempio, c’è sì una comprensibile opposizione di docenti e sindacati ma c’è anche il coinvolgimento dei bambini che ho trovato non solo indegno, ma anche illecito».
Si riferisce alle foto dei bambini delle elementari che hanno manifestato contro la Gelmini?
«Usarli per gridare slogan di cui non capiscono neanche il significato è inqualificabile e denota un vero e proprio terrorismo psicologico verso le famiglie da parte di docenti e sindacati. Si sono prestati a una strumentalizzazione bella e buona».
Esclude che possano essere proteste spontanee?
«Mi scusi, ma che senso ha per studenti e famiglie difendere lo status quo ante del corpo docenti e delle baronie universitarie? La riforma prevede di razionalizzare i costi e reinvestire parte dei risparmi per migliorare le strutture scolastiche costruendo, per esempio, palestre dove non ce ne sono. Non capisco perché gli studenti dovrebbero essere contrari».
Un’idea se la sarà fatta?
«Ho l’impressione che il movimento studentesco si stia facendo trascinare».
Da chi?
«Dai docenti e dalle strutture di riferimento del movimento che sono, come è giusto che sia, i partiti e i sindacati».
La Cgil?
«Certamente nella piazza di sabato c’era una forte componente della Cgil».
Insomma, una protesta eterodiretta…
«Io sono una che ne ha fatte tante, finanche contro governi di centrodestra perché quando le cose non vanno bisogna avere il coraggio di dirlo. E sono una che crede fortemente che la partecipazione sia un dato positivo, un arricchimento per tutti».
Però?
«Però il tema della credibilità è altrettanto importante. Che le posizioni di studenti e docenti convergano è una cosa mai capitata prima, una contraddizione in termini visto che hanno obiettivi diversi».
Insomma, quella contro la Gelmini non le è sembrata una piazza credibile…
«Ho avuto la sensazione di un alto tasso di ideologicizzazione, di manifestazioni organizzate non dal movimento ma dalle sue strutture di riferimento».
Prima non accadeva?
«Il tentativo di strumentalizzare il movimento studentesco c’è sempre stato, ma negli anni passati la partecipazione era più ampia e si dialogava alla pari con i partiti riuscendo ad anestetizzarne gli eccessi. Non a caso, i protagonisti delle proteste sono sempre stati i Coordinamenti degli studenti e mai i partiti o i sindacati».
E oggi?
«Oggi i manifestanti ripetono a pappagallo quello che gli dice il partito di riferimento. Manca, per esempio, la parte di proposizione. Non sono d’accordo su come reinvestire i risparmi? Ce lo dicano, né io né la Gelmini avremmo problemi a discuterne. Invece non so neanche se hanno chiesto un incontro con il ministro dell’Istruzione».
Il 25 ottobre tocca al Pd e qualcuno già parla di un nuovo ‘68…
«Non mi pare che la situazione sia cambiata rispetto a qualche anno fa. Subito dopo la vittoria di Prodi fummo noi a portare in piazza milioni di persone, ora tocca a loro. D’altra parte, la partecipazione popolare è sempre un elemento positivo».
Quella di Veltroni, insomma, è una scelta giusta…
«Questo credo dipenderà dal grado di partecipazione. Sabato sapremo se davvero l’Italia crede a un rischio putinizzazione, se pensa che il governo abbia lavorato male esce convinta che la sinistra offra un’alternativa valida. Noi ne portammo in piazza due milioni, vediamo se – pure con l’aiuto del sindacato – ci sarà davvero una risposta compatta. Sarà un buon termometro anche per noi».
(Adalberto Signore, “il Giornale”, 21 ottobre 2008)


Cresce la fiducia per il governo Berlusconi

Ottobre 13, 2008

I dati parlano chiaro. La fiducia degli italiani nei confronti del Presidente del Consiglio è a livelli record: 70%. Il Pdl sfiora il 43% mentre il Pd è sotto il 30%. Sono i risultati di un sondaggio realizzato da Euromedia Research pubblicato su Affaritaliani.it. Secondo Alessandra Ghisleri, numero uno di Euromedia Research, il dato significativo che emerge dallla ricerca è è la grande fiducia nell’attività del Governo. L’incremento della fiducia nel Premier e nell’attuale esecutivo è costante. Il consenso nel Governo giunto al 63%, è ancora in salita. Un risultato dovuto da una parte alla grande operosità messa in atto nei primi 6 mesi da questo esecutivo, dall’altra anche alla particolare situazione globale di crisi finanziaria e dal tempestivo impegno del governo nel mettera al sicuro il paese dalla stessa.


Firenze in prima linea nella rivolta anti-Gelmini

Ottobre 7, 2008

Firenze in prima linea nella rivolta anti-Gelmini. La grande disinformazione che regna sui provvedimenti che riguardano la scuola introdotti dal ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini, è la causa prima di tanta agitazione che anima in questo momento la sinistra e i sindacati già sul piede di guerra. Manifesti anti-Gelmini si possono trovare un po’ dappertutto, persino negli uffici pubblici. Pronta addirittura una fiaccolata organizzata dai compagni e dai soliti sindacati rossi pronti a scendere in piazza al grido di “abbasso la Gelmini” nei prossimi giorni. Uno di questi manifesti campeggiava per esempio nel corridoio di un ufficio dell’Asl 10 di Firenze nell’area di San Salvi (foto del manifesto). Mi domando se sia pure legale fare una simile propaganda nei locali di una azienda sanitaria pubblica o di qualunque altro ufficio statale, regionale o comunale che sia…  Per non parlare dei tanti volantini che circolano nelle scuole e che vengono distribuiti dai giovani militanti della sinistra a genitori ed insegnanti allo scopo di divulgare un’informazione distorta, falsa e tendenziosa. Si approfitta spesso della disinformazione delle persone, della loro buona fede, istigandoli contro un decreto legge di riforma della scuola che, al contrario di quanti vorrebbero maliziosamente far credere, darà come risultato una scuola di maggior qualità e provvedimenti in favore delle famiglie. Tanto per citarne uno ad esempio, proprio per aiutare le famiglie ad arginare il caro libri, il contenuto dei libri di testo adottati dalle scuole resterà invariato per cinque anni. Basterebbe una lettura più chiara e corretta di tali provvedimenti per rendersi conto di come l’assurdo ostruzionismo della sinistra su tale argomento sia solo ed esclusivamente il frutto di un’atteggiamento di chiara matrice ideologica e politica.


La strada del governo verso le riforme

Ottobre 6, 2008

Il governo Berlusconi non si ferma. Prosegue dritto per la sua strada verso le riforme utili e necessarie al nostro paese. Qualcuno doveva pur farlo, assumersi la responsabilita’ di scelte anche difficili, ma delle quali troveremo benefici in un prossimo futuro. In questa ottica rientrano anche la riforma della scuola ed il federalismo fiscale. Per quest’ultima in particolare si tratta di una svolta storica nel nostro paese, un obbiettivo fortemente voluto dalla Lega ma che oggi si può considerare patrimonio di tutta la coalizione. Il governo ha definitivamente licenziato il testo della legge che una volta a regime permetterà ai cittadini di avere maggiore controllo sulla qualità della spesa e obbligherà le istituzioni a una maggiore efficienza e trasparenza. Un’altra importante battaglia è quella che sta portando avanti il ministro Gelmini, che in una recente intervista ha ricordato ancora una volta come l’Italia abbia attualmente il terzo debito al mondo, ribadendo pertanto la necessita’ di razionalizzare la spesa, compresa quella della scuola. “Questo – ha osservato il nostro ministro – e’ un governo che mette al centro il cittadino e la famiglia. Da qui la necessità di scelte anche impopolari ma coraggiose, soprattutto laddove diventa più complicato governare quando le risorse economiche sono limitate. Una sfida che il governo Berlusconi ha saputo cogliere fin da subito.