Si respira un’aria diversa oggi nei palazzi del governo. E’ come se d’incanto fossero state spalancate le finestre per far entrare aria nuova in quelle aule in cui il clima, in questi ultimi anni in particolare, era diventato francamente irrespirabile. Fuori le ali estreme, l’atmosfera si è fatta decisamente più serena, i rapporti più distesi, il dialogo non più una semplice utopia ma la testimonianza di una forte volontà di cambiamento da entrambe le parti. Sembrava impensabile solo fino a qualche mese fa. Ma oggi, come lo stesso Berlusconi ha pure sottolineato con una punta di sottile ironia, “se po’ fà”. E’ un Premier diverso rispetto a quello che siamo stati abituati a vedere in passato, soprattutto in campagna elettorale. Una sorta di cavaliere cortese che tende volentieri la mano all’avversario invitandolo al confronto su tutti quei temi sui quali sia possibile una convergenza nell’interesse del paese. Pure Veltroni sembra accogliere con favore l’esplicito invito di Berlusconi al dialogo ed al confronto, plaudendo persino al suo discorso di insediamento. Insomma, la premesse sembrano di buon auspicio. Ora è tempo di lavorare seriamente per risanare il paese e riportare la politica su toni più dignitosi rispetto al passato. Unica nota stonata, in un coro di voci unanime, ancora una volta il solito Antonio Di Pietro. Lo show di Tonino è una vera e propria requisitoria nei confronti del Premier in carica. Il leader dell’IdV è l’unico dell’opposizione rimasto ancora ostaggio dei retaggi del passato. L’ultimo reduce solitario dell’antiberlusconismo viscerale di altri tempi, che antepone l’offesa e il pregiudizio alle proposte concrete ed al confronto delle idee. Unico vero anacronismo in una politica che finalmente punta dritto al futuro e al cambiamento.
Tratto da Mikereporter (il blog di Michele Perrone)

