Professor Bassolino, docente della monnezza

Maggio 23, 2008

Oggi Antonio Bassolino, presidente della Regione Campania, si propone nella inedita veste di docente della monnezza. Lui, che in tutti questi anni non ha fatto un bel nulla per risolvere il problema, oggi sale addirittura in cattedra. Da non credere… Martedì scorso a “Porta a Porta” è andato in onda lo show: in poche semplici battute il “professor monnezza” ci ha erudito su come bisogna fare in breve quello che egli stesso non ha saputo fare in tutti questi anni. Una esibizione davvero esilarante, tanto da ricordare per certi versi quei personaggi tipici della vecchia commedia all’italiana alla Totò e Peppino (in buona compagnia tra l’altro con Pecoraro Scanio…). Oggi pur di restare a galla dichiara: «L’importante è collaborare». Anzi, ci tiene a ribadire che l’intesa col governo è totale. Insomma, certi politici non cambiano mai. Sono capaci di riciclarsi più loro della mondezza, al punto che non distingui più la differenza tra le due cose…


La politica che cambia

Maggio 15, 2008

Si respira un’aria diversa oggi nei palazzi del governo. E’ come se d’incanto fossero state spalancate le finestre per far entrare aria nuova in quelle aule in cui il clima, in questi ultimi anni in particolare, era diventato francamente irrespirabile. Fuori le ali estreme, l’atmosfera si è fatta decisamente più serena, i rapporti più distesi, il dialogo non più una semplice utopia ma la testimonianza di una forte volontà di cambiamento da entrambe le parti. Sembrava impensabile solo fino a qualche mese fa. Ma oggi, come lo stesso Berlusconi ha pure sottolineato con una punta di sottile ironia, “se po’ fà”. E’ un Premier diverso rispetto a quello che siamo stati abituati a vedere in passato, soprattutto in campagna elettorale. Una sorta di cavaliere cortese che tende volentieri la mano all’avversario invitandolo al confronto su tutti quei temi sui quali sia possibile una convergenza nell’interesse del paese. Pure Veltroni sembra accogliere con favore l’esplicito invito di Berlusconi al dialogo ed al confronto, plaudendo persino al suo discorso di insediamento. Insomma, la premesse sembrano di buon auspicio. Ora è tempo di lavorare seriamente per risanare il paese e riportare la politica su toni più dignitosi rispetto al passato. Unica nota stonata, in un coro di voci unanime, ancora una volta il solito Antonio Di Pietro. Lo show di Tonino è una vera e propria requisitoria nei confronti del Premier in carica. Il leader dell’IdV è l’unico dell’opposizione rimasto ancora ostaggio dei retaggi del passato. L’ultimo reduce solitario dell’antiberlusconismo viscerale di altri tempi, che antepone l’offesa e il pregiudizio alle proposte concrete ed al confronto delle idee. Unico vero anacronismo in una politica che finalmente punta dritto al futuro e al cambiamento.

Tratto da Mikereporter (il blog di Michele Perrone)


Tutti gli uomini e le donne del Presidente

Maggio 9, 2008

Si parte. È nato il Berlusconi IV, il governo che ha già segnato un primo record: il primo esecutivo nato a soli 23 giorni di distanza dalla chiusura delle urne. Dopo Silvio Berlusconi, uno dopo l’altro i neo 21 ministri sfilano davanti al Presidente Napolitano per la formula di rito del giuramento. Un passaggio di consegne che evidenzia subito la differenza col passato già dalla rapidità con la quale il nuovo governo si è appena insediato. Quello presieduto da Silvio Berlusconi si presenta come il governo più snello di tutta la storia repubblicana. I ministri con portafoglio sono appena 12 (un terzo rispetto al governo uscente di Romano Prodi) e l’intera squadra, compresi ministri senza portafoglio, viceministri e sottosegretari, comprende in totale 60 elementi contro i 102 della primavera 2006. Nel Salone delle Feste del Quirinale, durante la cerimonia di giuramento del nuovo esecutivo, l’aria che si respira è carica di emozione. Ma poi c’è tempo anche per qualche sorriso e qualche gag fuori programma tra Berlusconi ed Ignazio La Russa, neo-ministro della Difesa. Il clima è festoso: strette di mano, abbracci e sorrisi con Umberto Bossi, che si lascia trasportare dalla gioia e l’euforia che pervade la sala e tutti i presenti. Mentre gli obbiettivi dei fotografi sono puntati soprattutto sulle quattro donne del governo, impeccabili ed eleganti nei rigorosi tailleur sfoggiati per l’occasione. Si nota finalmente anche un certo ricambio generazionale: su 21 ministri nove hanno meno di 40 anni. La più giovane di tutti la 31enne Giorgia Meloni, neo ministro alle Politiche giovanili oltre che illustre cittadina di Tocqueville. A lei, senza nulla togliere a tutti gli altri, l’augurio più sincero di interpretare al meglio quello spirito di rinnovamento che noi tutti attendiamo da tempo nell’aula di Montecitorio. Ma vediamo in dettaglio la squadra di governo:
Ministri con portafoglio
: Esteri: Franco Frattini; Interno: Roberto Maroni; Giustizia: Angelino Alfano; Economia: Giulio Tremonti; Difesa: Ignazio La Russa; Sviluppo economico: Claudio Scajola; Pubblica istruzione: Maria Stella Gelmini; Politiche agricole: Luca Zaia; Ambiente: Stefania Prestigiacomo; Infrastrutture: Altero Matteoli; Welfare: Maurizio Sacconi; Beni culturali: Sandro Bondi.
Ministri senza portafoglio: Riforme: Umberto Bossi; Semplificazione: Roberto Calderoli; Attuazione Programma: Gianfranco Rotondi; Politiche Comunitarie: Andrea Ronchi; Pari Opportunità: Mara Carfagna; Affari regionali: Raffaele Fitto; Politiche giovanili: Giorgia Meloni; Rapporti con parlamento: Elio Vito; Innovazione: Renato Brunetta.
Resta fuori a sorpresa per ora Michela Vittoria Brambilla, destinata comunque a quanto pare al ministero della Salute, come confermato dallo stesso Silvio Berlusconi. Ora però è tempo di mettersi al lavoro. Le emergenze sono tante, così come le aspettative degli italiani… Ben tornato Presidente!

Tratto da Mikereporter (il blog di Michele Perrone)


Entro fine settimana il nuovo governo Berlusconi

Maggio 5, 2008

Ancora qualche giorno ed il nuovo governo Berlusconi prenderà finalmente il via. Gli ultimi nodi da sciogliere riguardano in particolare il ministero della Giustizia e quello del Welfare, sulle quali pesano non poco le pressioni di An.
Nelle intenzioni di Silvio Berlusconi quella di nominare Guardasigilli Alfredo Mantovano, vicinissimo al sindaco di Roma Gianni Alemanno, così da rendere disponibile la poltrona del Lavoro per l’azzurro Maurizio Sacconi. Ma il neo presidente della Camera Giafranco Fini non intende fare passi indietro. Ed ecco quindi profilarsi all’orizzonte, proprio sul Welfare, la candidatura di Andrea Ronchi, portavoce di An e fedelissimo di Fini. Sempre secondo le ultime indiscrezioni, sulla poltrona della Giustizia non si siederà nemmeno l’ex presidente del Senato Marcello Pera, tra i più quotati fino a qualche giorno fa. Niente da fare nemmeno per Elio Vito, poco gradito dall’Associazione Nazionale dei Magistrati. A spuntarla, alla fine, probabilmente sarà Angelino Alfano, coordinatore siciliano degli azzurri. A poco a poco prende forma così, tassello dopo tassello, la squadra di governo: per la Lega Roberto Maroni ministro dell’Interno, Luca Zaia all’Agricoltura, Umberto Bossi alle Riforme, Roberto Calderoli ministro per l’Attuazione del Programma. Ormai sicuri da giorni Giulio Tremonti all’Economia, Franco Frattini agli Esteri (più Commercio Ue) e Ignazio La Russa alla Difesa. Per Forza Italia Sandro Bondi, che ha lasciato il ruolo nel partito, ai Beni Culturali e Claudio Scajola alle Attività Produttive. La pattuglia femminile sarà composta dall’azzurra Mariastella Gelmini, coordinatrice lombarda di Forza Italia, all’Istruzione, Stefania Prestigiacomo alle Pari Opportunità e Michela Vittoria Brambilla, presidente dei Circoli della Libertà, all’Ambiente. Chiudono il cerchio Paolo Bonaiuti ai Rapporti con il Parlamento e Raffaele Fitto agli Affari Regionali. Nessun vicepremier, ma solo Gianni Letta, fedelissimo del Cav, che tornerà ad occupare la poltrona di sottosegretario alla Presidenza del Consiglio. Questa, salvo cambiamenti dell’ultima ora, dovrebbe essere la compagine di governo che si appresta a prendere tra pochi giorni le redini del paese.