Come ha assicurato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, la legge speciale per Firenze è nei «programmi del governo». Ma appare più che giustificata oggi la proposta avanzata dai parlamentari del Pdl Paolo Amato e Alessio Bonciani di istituire un tavolo politico (e non tecnico) che coinvolga tutti i parlamentari fiorentini. I finanziamenti del Governo per la legge speciale devono essere gestiti in accordo tra maggioranza ed opposizione affinchè siano utilizzati secondo criteri di priorità e buon senso per garantire lo sviluppo e la rinascita di Firenze. Voi che ne pensate?…
Legge speciale, Amato e Bonciani: convocare un tavolo politico per Firenze
Settembre 26, 2009Immigrati, un problema europeo
Agosto 27, 2009
Ha pefettamente ragione il ministro Frattini nel dire che tutti i 27 Paesi dell’ Unione Europea devono farsi carico del problema della immigrazione clandestina in misura proporzionale.
Ma, a quanto pare, i nostri alleati europei considerano l’immigrazione una questione più strettamente italiana piuttosto che un problema verso il quale le responsabilità dovrebbero al contrario essere equamente divise. Troppo comodo per paesi come Malta, ad esempio, far finta di nulla rifiutando i soccorsi ai barconi carichi di clandestini e confidando al solito nel proverbiale senso di umana solidarietà che da sempre contraddistingue noi italiani in questi frangenti, quale che sia il governo in carica. Uno scarica barile che non rende certo onore ad una Europa che parla di unità spesso solo a parole. L’Italia, nell’Unione europea, è stato il Paese più impegnato per salvare vite umane in mare, come ha sottolineato il titolare della Farnesina. Si tratta di dati di fatto, come del resto se ne è appena avuta conferma in questi giorni in seguito all’ennesima sciagura in mare a largo di Lampedusa. In realtà l’Europa vacilla di fronte ad una questione che diventa ogni giorno più spinosa, adducendo giustificazione del tutto insufficienti e che non possono certo risolvere un problema di cui il nostro paese sopporta oggi il peso maggiore tra gli alleati europei. Ed è proprio questi ultimi che il Ministro Frattini ha voluto probabilmente richiamare alle proprie responsabilità e ad una maggiore collaborazione verso una risoluzione comune nei confronti dell’immigrazione. Affermazioni che mi trovano pienamente concorde. L’Italia non può e non deve essere la valvola di sfogo di tutti i flussi di immigrazione clandestina che transitano attraverso l’Europa. Ma soprattutto non possiamo essere sempre da soli a sopportare un simile fardello mentre l’Europa intera fa spallucce…
Michele Perrone
Te lo do io il PD!
Luglio 20, 2009
Povero Pd, ci mancava pure Grillo a rendere insonni le notti di Franceschini e compagni… Il comico genovese, che fa sempre meno il comico e sempre più il politico per noia o per disoccupazione (la seconda ipotesi mi pare quella più plausibile), sta diventando ormai il tormentone dell’estate 2009. Sotto l’ombrellone l’anno scorso si parlava di intercettazioni e scandali più o meno vari, mentre quest’anno pare proprio essere lui l’argomento principe delle dissertazioni politiche da spiaggia. In effetti potremmo dire con un gioco di parole che la sinistra è giunta ormai all’ultima “spiaggia”, senza del resto aver timore di essere smentiti, tanto la facile battuta assomiglia proprio alla realtà. Su una cosa concordo con Grillo, cioè quando dice che “il Partito Democratico è completamente alla frutta. Non si sa più cosa sia”. Parole sante, ma da qui a dire che lui sarebbe la soluzione a tutti i mali della sinistra francamente ci fa sorridere. In fondo il suo mestiere non è quello di fare il comico? Almeno quello gli riesce ancora bene, a patto che la platea non sia formata da tutti quelli che nel progetto del PD ci hanno pure creduto ed investito energie. Ironia della sorte: sognavano Obama e si sono ritrovati con Grillo!… A volte si dice che chi è causa del suo mal pianga se stesso, soprattutto quando proprio il PD si è scelto come alleato un certo Tonino Di Pietro, colui che ha orchestato prima la defenestrazione del povero Veltroni ed ora si appresta a tirare il fendente mortale anche all’impavido Franceschini. Non è un mistero ormai che dietro le sparate del giullare ci sia proprio il leader dell’Idv. In fondo Grillo e Di Pietro, come redivivi Che Guevara e Fidel Castro, preparano la rivoluzione all’interno della già sconquassata compagine del Partito Democratico. Una rivoluzione che avrebbe come scopo finale nientepopodimeno che la “dittatura democratica”. Così come l’ha definita il suo ideologo Beppe Grillo, una sorta di regime autoritario gestito dalle masse connesse a internet. E qui ci troviamo davvero di fronte all’apoteosi del predicatore digitale. Pertanto, tirando le conclusioni, dopo averci divertito negli anni 80 con programmi come “te la do io l’America” e “Te lo do io il Brasile”, l’unica cosa che ci può venire in mente a questo punto è che, in un reflusso di umana nostalgia, il popolare cabarettista genovese abbia deciso di ritornare sulle scene con un nuovo spettacolo: “Te lo do io il PD”. E qui, cari amici, ho la vaga sensazione che lo show sia solo agli ìnizi…
Michele Perrone
Il lungo cammino verso il Popolo della Libertà
Marzo 28, 2009
Tutto è iniziato in quella magica giornata del 2 dicembre 2006. Una giornata che ha segnato da una parte la ritrovata identità del popolo del centrodestra, dall’altra la nascita di uno spirito comune di intenti e di valori che si sarebbero a breve tradotti dalla base in un più ampio ed ambizioso progetto, destinato a modificare profondamente i destini della politica nel nostro paese. Un sorta di nuovo tsunami politico, paragonabile quasi alla memorabile scesa in campo di Silvio Berlusconi nel ‘94. Questo movimento tellurico, che oggi ha praticamente ridotto la sinistra ai minimi termini, si chiama Popolo della Libertà. Non è un caso che l’artefice di questa grande intuizione sia stato ancora una volta Silvio Berlusconi. Galeotto fu anche il celeberrimo discorso del “predellino”, che accese forse la miccia di quella straordinaria idea che balenava già nella sua mente e che, come sempre accade quando c’è di mezzo il cavaliere, da sogno è diventata alla fine una meravigliosa e tangibile realtà. Dobbiamo ringraziare per questo anche Gianfranco Fini, che al pari di Berlusconi ha avuto la lungimiranza di guardare al futuro oltre quella linea dell’orizzonte dove arriva solo lo sguardo dei grandi leader. Grazie a loro e a quanti come noi ci hanno sempre creduto, oggi finalmente possiamo guardare avanti con l’orgoglio di chi ha lanciato una grande sfida per il futuro. Un futuro di democrazia e di libertà di cui il PDL oggi rappresenta il più significativo baluardo nel nostro paese. Ci sono momenti nella vita in cui si capisce che sta nascendo qualcosa di grande, in cui si segnano delle tappe che fanno inevitabilmente la storia. E la nascita del PDL segna quel traguardo storico che conclude con successo il lungo cammino verso la libertà iniziato in quel magico 2 dicembre del 2006…
Michele Perrone
VERDINI: Con An raggiunto l’accordo, congresso dal 27 al 29 marzo
Febbraio 2, 2009
“Il congresso e’ fissato dal 27 al 29 marzo, abbiamo raggiunto l’accordo, abbiamo definito i particolari con i quali andare al congresso”. Lo ha affermato il coordinatore nazionale di Forza Italia, Denis Verdini, ospite di Maurizio Belpietro a ‘Panorama del giorno’, parlando dell’intesa tra Forza Italia e An per dare vita al Popolo della liberta’: “Nell’interesse del Pdl, Alleanza nazionale ha cercato, come abbiamo poi concluso, di stabilire i luoghi di riunione, organismi, fondendo le due grandi tradizioni, quella di Forza Italia e quella di Alleanza nazionale. Ho letto e ho vissuto le polemiche ma in realta’ erano molto marginali rispetto al progetto. Nel Pdl ci saranno tre coordinatori dentro una direzione nazionale che naturalmente rappresentano la storia di Forza Italia e la storia di Alleanza nazionale. Mentre noi, come Forza Italia, abbiamo gia’ fatto il consiglio nazionale con la confluenza nel Pdl utilizzando gli strumenti del nostro statuto, altri piccoli partiti come la Dc di Rotondi lo hanno gia’ fatto, altri lo faranno in questo mese. Alleanza nazionale, seguendo il proprio statuto, fara’ i congressi nel mese di febbraio e poi quello nazionale per decretare ai sensi del loro statuto la confluenza nel Pdl”.
Il PD crolla addosso a Veltroni
Dicembre 19, 2008
Il PD continua ad affondare travolto dagli scandali che vedono coinvolti molti esponenti del partito quasi in ogni parte d’Italia.
Neanche la Toscana si è salvata e gli echi della vicenda legata all’area di Castello hanno fatto chiaramente emergere la commistione tra affari e politica che da sempre contraddistingue anche nella nostra regione la condotta politica della sinistra. La questione morale oggi è diventata un pericoloso boomerang che sta tornando loro addosso come un devastante terremoto che sta letteralmente mettendo in ginocchio ciò che resta di un partito che non è mai veramente decollato. E mentre Veltroni è costretto a cercare di rimettere insieme i cocci come può, il PDL ha messo a segno un’altra importante vittoria in Abruzzo, confermando il momento positivo e la stabilità dei consensi che il centrodestra mantiene inalterata nel paese. Abbiamo quindi buoni motivi per credere ancora di più in quella possibile svolta che a Firenze attendiamo da troppi anni. Volere è potere e noi questa svolta nel 2009 la vogliamo davvero!!!…
I FATTI DEL BUONGOVERNO
Novembre 26, 2008
Ecco in sintesi le misure a favore delle famiglie e delle imprese illustrate alle parti sociali.
Blocco tariffe. Sono in arrivo per l’inizio dell’anno interventi di blocco delle tariffe amministrate, fra queste quelle autostradali e ferroviarie, oltre che delle bollette di luce e gas.
Intervento sui mutui. Il governo punta ad un intervento sui mutui di natura legislativa che vada “oltre la convenzione” già siglata con l’Abi perchè – ha detto Tremonti – “esiste un diritto delle famiglie di fissare la rata del mutuo”.
L’Abi a questo proposito ha rilevato che su 85.000 colloqui, 30.000 titolari di mutuo hanno espresso la volontà di rinegoziare, ma anche a causa della flessione dei tassi, il numero è destinato a scendere ulteriormente.
Social card, 120 euro a dicembre. Sarà retroattiva e dunque sulla tessera tipo ‘bancomat’, che il ministro Tremonti stasera ha fatto vedere ai rappresentanti delle parti sociali, verrà caricato il contributo di tre mesi. Secondo quanto si è appreso, la carta prepagata per gli acquisti sarà alimentata ogni due mesi con 80 euro, 40 mensili. A beneficiarne sarebbero le famiglie con un reddito pari a 6.000 euro annui. Sarebbe in corso una trattativa tra governo e categorie del commercio per firmare una convenzione che alle risorse messe dall’esecutivo aggiunga anche degli sconti ad hoc garantiti dalle imprese. Le associazioni avrebbero per ora garantito uno sconto del 5% sugli acquisti effettuati con la social card, ma il confronto non è finito e non è escluso che la percentuale possa variare.
Bonus pensionati e famiglie. Ci sarà un contributo per pensionati e famiglie con figli a carico. Sarà aggiuntivo alla social card ma il governo non ha fornito ulteriori dettagli.
Osservatorio prefetture su credito. L’obiettivo è quello di finanziare le imprese innescando un meccanismo di trasparenza. L’intervento sarà realizzato sugli istituti di credito e si prevede l’istituzione di un osservatorio economico presso le prefetture, per un monitoraggio, sul modello francese. Questo, in modo che i flussi di credito non diminuiscano e i tassi non aumentino. Un osservatorio di questo genere al momento esiste con un profilo “inter-associazioni”. Le ultime rilevazioni di questo organismo segnalano un incremento del credito su base annua del 10%.
Per imprese, da taglio acconto a Iva cassa. Taglio dell’acconto Ires di fine mese, conferma per la detassazione degli straordinari e per i premi di produttività, sconto di parte dell’Irap a valere sull’Ires, sblocco dei pagamenti della pubblica amministrazione, interventi sulle banche per evitare restrizione del credito delle banche, Iva di cassa, creazione di un fondo nazionale per aiutare i confidi. Queste le misure per sostenere le aziende.
Rafforzamento ammortizzatori sociali. L’ipotesi che si sta valutando è relativa ad un eventuale utilizzo delle risorse del Fondo Sociale Europeo.
Infrastrutture, procedure più veloci. La misura è coordinata con la riprogrammazione dei fondi Cipe.
Meloni: “manifestazioni ideologizzate”
Ottobre 23, 2008
Intervista al Ministro Giorgia Meloni:
Sabato i cortei contro la riforma della scuola e il 25 ottobre la manifestazione del Pd. Ministro Meloni, ha la sensazione che ci sia un ritorno alla piazza da parte del centrosinistra?
«Credo che si tratti di fenomeni diversi e che uniscono spinte diverse. Sulla scuola, per esempio, c’è sì una comprensibile opposizione di docenti e sindacati ma c’è anche il coinvolgimento dei bambini che ho trovato non solo indegno, ma anche illecito».
Si riferisce alle foto dei bambini delle elementari che hanno manifestato contro la Gelmini?
«Usarli per gridare slogan di cui non capiscono neanche il significato è inqualificabile e denota un vero e proprio terrorismo psicologico verso le famiglie da parte di docenti e sindacati. Si sono prestati a una strumentalizzazione bella e buona».
Esclude che possano essere proteste spontanee?
«Mi scusi, ma che senso ha per studenti e famiglie difendere lo status quo ante del corpo docenti e delle baronie universitarie? La riforma prevede di razionalizzare i costi e reinvestire parte dei risparmi per migliorare le strutture scolastiche costruendo, per esempio, palestre dove non ce ne sono. Non capisco perché gli studenti dovrebbero essere contrari».
Un’idea se la sarà fatta?
«Ho l’impressione che il movimento studentesco si stia facendo trascinare».
Da chi?
«Dai docenti e dalle strutture di riferimento del movimento che sono, come è giusto che sia, i partiti e i sindacati».
La Cgil?
«Certamente nella piazza di sabato c’era una forte componente della Cgil».
Insomma, una protesta eterodiretta…
«Io sono una che ne ha fatte tante, finanche contro governi di centrodestra perché quando le cose non vanno bisogna avere il coraggio di dirlo. E sono una che crede fortemente che la partecipazione sia un dato positivo, un arricchimento per tutti».
Però?
«Però il tema della credibilità è altrettanto importante. Che le posizioni di studenti e docenti convergano è una cosa mai capitata prima, una contraddizione in termini visto che hanno obiettivi diversi».
Insomma, quella contro la Gelmini non le è sembrata una piazza credibile…
«Ho avuto la sensazione di un alto tasso di ideologicizzazione, di manifestazioni organizzate non dal movimento ma dalle sue strutture di riferimento».
Prima non accadeva?
«Il tentativo di strumentalizzare il movimento studentesco c’è sempre stato, ma negli anni passati la partecipazione era più ampia e si dialogava alla pari con i partiti riuscendo ad anestetizzarne gli eccessi. Non a caso, i protagonisti delle proteste sono sempre stati i Coordinamenti degli studenti e mai i partiti o i sindacati».
E oggi?
«Oggi i manifestanti ripetono a pappagallo quello che gli dice il partito di riferimento. Manca, per esempio, la parte di proposizione. Non sono d’accordo su come reinvestire i risparmi? Ce lo dicano, né io né la Gelmini avremmo problemi a discuterne. Invece non so neanche se hanno chiesto un incontro con il ministro dell’Istruzione».
Il 25 ottobre tocca al Pd e qualcuno già parla di un nuovo ‘68…
«Non mi pare che la situazione sia cambiata rispetto a qualche anno fa. Subito dopo la vittoria di Prodi fummo noi a portare in piazza milioni di persone, ora tocca a loro. D’altra parte, la partecipazione popolare è sempre un elemento positivo».
Quella di Veltroni, insomma, è una scelta giusta…
«Questo credo dipenderà dal grado di partecipazione. Sabato sapremo se davvero l’Italia crede a un rischio putinizzazione, se pensa che il governo abbia lavorato male esce convinta che la sinistra offra un’alternativa valida. Noi ne portammo in piazza due milioni, vediamo se – pure con l’aiuto del sindacato – ci sarà davvero una risposta compatta. Sarà un buon termometro anche per noi».
(Adalberto Signore, “il Giornale”, 21 ottobre 2008)
Cresce la fiducia per il governo Berlusconi
Ottobre 13, 2008
I dati parlano chiaro. La fiducia degli italiani nei confronti del Presidente del Consiglio è a livelli record: 70%. Il Pdl sfiora il 43% mentre il Pd è sotto il 30%. Sono i risultati di un sondaggio realizzato da Euromedia Research pubblicato su Affaritaliani.it. Secondo Alessandra Ghisleri, numero uno di Euromedia Research, il dato significativo che emerge dallla ricerca è è la grande fiducia nell’attività del Governo. L’incremento della fiducia nel Premier e nell’attuale esecutivo è costante. Il consenso nel Governo giunto al 63%, è ancora in salita. Un risultato dovuto da una parte alla grande operosità messa in atto nei primi 6 mesi da questo esecutivo, dall’altra anche alla particolare situazione globale di crisi finanziaria e dal tempestivo impegno del governo nel mettera al sicuro il paese dalla stessa.
Firenze in prima linea nella rivolta anti-Gelmini
Ottobre 7, 2008
Firenze in prima linea nella rivolta anti-Gelmini. La grande disinformazione che regna sui provvedimenti che riguardano la scuola introdotti dal ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini, è la causa prima di tanta agitazione che anima in questo momento la sinistra e i sindacati già sul piede di guerra. Manifesti anti-Gelmini si possono trovare un po’ dappertutto, persino negli uffici pubblici. Pronta addirittura una fiaccolata organizzata dai compagni e dai soliti sindacati rossi pronti a scendere in piazza al grido di “abbasso la Gelmini” nei prossimi giorni. Uno di questi manifesti campeggiava per esempio nel corridoio di un ufficio dell’Asl 10 di Firenze nell’area di San Salvi (foto del manifesto). Mi domando se sia pure legale fare una simile propaganda nei locali di una azienda sanitaria pubblica o di qualunque altro ufficio statale, regionale o comunale che sia… Per non parlare dei tanti volantini che circolano nelle scuole e che vengono distribuiti dai giovani militanti della sinistra a genitori ed insegnanti allo scopo di divulgare un’informazione distorta, falsa e tendenziosa. Si approfitta spesso della disinformazione delle persone, della loro buona fede, istigandoli contro un decreto legge di riforma della scuola che, al contrario di quanti vorrebbero maliziosamente far credere, darà come risultato una scuola di maggior qualità e provvedimenti in favore delle famiglie. Tanto per citarne uno ad esempio, proprio per aiutare le famiglie ad arginare il caro libri, il contenuto dei libri di testo adottati dalle scuole resterà invariato per cinque anni. Basterebbe una lettura più chiara e corretta di tali provvedimenti per rendersi conto di come l’assurdo ostruzionismo della sinistra su tale argomento sia solo ed esclusivamente il frutto di un’atteggiamento di chiara matrice ideologica e politica.
Pubblicato da Michele Perrone
Pubblicato da Michele Perrone
Pubblicato da Michele Perrone 
